L’unico futuro che vogliamo è la liberazione totale

La violenza esercitata dai capitalisti (tutti, nessuno escluso) e da chi collabora con loro, quindi gli Stati, è una violenza impunita: contro di essa, sempre più persone hanno deciso di agire. Le reazioni violente a un sistema oppressivo non sono azioni terroristiche né azioni criminali: sono parte di una lotta sociale che cerca giustizia, e la giustizia sociale non può essere concessa dagli Stati terroristi e criminali. La giustizia sociale deve essere conquistata. Un sistema violento crea violenza e non può aspettarsi che la sua violenza agisca senza intoppi: questi sistemi hanno in sé i semi per la loro fine. Più esercitano violenza e più le persone si arrabbiano. Nella violenza esercitata dai capitalisti e dagli stati, in tutte le loro forme, cresce la possibilità di radicalizzarsi, ognunx nella propria forma e nell’esercizio della radicalità che più preferisce.

“Non vogliamo le vostre riforme, vogliamo saltare sulle rovine di questa società, giocare con il fuoco che ne estingua tutto il suo potere, danzare sulla morte dell’umanità addomesticata.”

Alla tirannia del capitale e dello Stato, vogliamo una società basata sull’autogestione, sulla solidarietà e sulla libertà reale, non concessa dall’alto ma conquistata dal basso. Sappiamo che il cambiamento non verrà mai dalle istituzioni: nasce dall’azione diretta, dalla resistenza individuale e collettiva, dall’organizzazione autonoma delle comunità oppresse. La lotta non è tra noi, non è tra chi lotta e chi non lotta, non è tra chi guadagna 600 euro al mese e chi ne fa 3000, non è tra chi subisce e chi no, ma è un noi contro loro, un basso contro l’alto, il popolo contro chi lo “rappresenta”, il popolo contro chi decide di sfruttare e distruggere la sua esistenza.

PRINCIPI DI LOTTA

1- Riconoscere la posizione in cui si è nella società:
Poter rispondere attivamente alla violenza è una forma di privilegio – ci sono persone che rischierebbero molto di più rispetto ad altre se scegliessero di perpetrare violenza contro il sistema – esercitare questo privilegio è parte fondamentale dell’autodifesa e dell’auto organizzazione dal basso in cui ognunx mette ciò che può.

2- Riconoscere il più possibile gli strumenti che i nemici usano:
Il controllo sociale avviene anche tramite pratiche di controllo mediatico che promuovono l’appacificazione e la non-violenza da un lato e dall’altro la paura tramite strette e minacce: non facciamoci manipolare!

3- Riconoscere e responsabilizzare le proprie azioni:
Se la violenza dall’alto è abuso di potere a fini economici, individualistici, capitalizzanti ed elitari, la violenza dal basso è una risposta legittima che rivendica l’esistenza di un fronte unito che lotta per la giustizia sociale.

4- Autogestione:
La società deve essere organizzata orizzontalmente, senza padroni né gerarchie. Comunità autogestite, basate sul mutuo aiuto, devono sostituire lo stato e il capitale.

5- Solidarietà e mutualismo:
Nessunx è liberx finché vi è chi è schiavx. L’unione e la cooperazione tra oppressx sono le armi più potenti contro il potere.

6- Disobbedienza totale:
Le leggi di questa società non hanno alcuna legittimità. Il rifiuto delle imposizioni statali e capitalistiche è un atto di autodeterminazione.

La rivoluzione non è un’utopia, ma una necessità. La lotta è una pratica fondamentale per la nostra liberazione.

Per la distruzione di tutto, per la liberazione totale.